
General Electric ha compiuto un importante passo avanti nella tecnologia di storage digitale, che permetterà di ottenere dischi di dimensioni equivalenti a 100 DVD.
Che cos’è un ologramma?
Da wikipedia: gli ologrammi sono anche definiti come figure (o pattern) d’onda interferenti ottenute tramite l’uso di un laser aventi la specificità di creare un effetto fotografico tridimensionale: essi a differenza delle normali fotografie ci mostrano una rappresentazione tridimensionale dell’oggetto proiettato.
Quindi la memorizzazione dei dati avviene tramite l’impressione su un disco olografico di un’immagine tridimensionale miniaturizzata.
La registrazione su questi dischi speciali avviene tramite modelli predefiniti e non casuali, in modo che, successivamente il disco possa anche essere letto, facendo corrispondere ad ogni tipo di ologramma un informazione.
Purtroppo la nuova tecnologia è ancora in fase di ricerca e sviluppo per ottimizzare i costi di produzione e rendere la tecnologia ad un costo accessibile per il cliente medio.
This could be the next generation of low-cost storage
“Questa potrebbe essere la prossima generazione di stoccaggio a basso costo”
Questo è quanto affermato da Richard Doherty, analista di Envisioneering, una società di ricerca tecnologica.
La differenza dalla normale tecnologia laser odierna è che i dati sono codificati in ologrammi microscopici che riflettono la luce del laser diversamente, generando un più alto numero di rifrazioni e quindi di informazioni.
Altra differenza è l’elevata densità dei dati che possono essere memorizzati sul disco olografico rispetto a dvd e Blu-Ray.
L’elevato potenziale dell’ottica olografica è ben noto già dagli anni ‘60, anni in cui sono state iniziate le prime ricerche in questo campo.
Nel corso degli anni sono stati compiuti notevoli progressi in campo ottico,fisico e dei materiali, rendendo realizzabile la registrazione di dati su supporti olografici diminuendo il rapporto del costo/efficacia.
Inoltre quest’anno, la sede di ricerca dei Bell Laboratories, InPhase Technologies, pensa di introdurre alcune macchine, dal costo di 18.000 $, nei settori cinematografico e medico.
La novità vera e propria fatta da General Electric è la creazione di una nuova tecnica di memorizzazione dei dati sui supporti olografici, chiamata microholographic deposit, che registra ologrammi meno complessi.
Una sfida fondamentale per la squadra, che ha lavorato su questo progetto dal 2003, è stato quello di trovare i materiali e le tecniche in modo che i piccoli ologrammi riflettano abbastanza luce per i loro modelli di dati per essere individuati e recuperati.
Il team di Genearl Electric, nel laboratorio di Niskayuna, nei pressi di New York, è riuscito ad aumentare il potere riflettente di ogni singolo ologramma di quasi 200 volte!
Inoltre è riuscito a gestire la gamma dei riflessi di luce in modo che possano essere letti da un normale lettore Blu-Ray.
Allora i ricercatori di G.E. hanno pensato bene che, se il processo funziona da olografico a Blu-Ray, funziona anche viceversa e quindi stanno implementando nel loro lettore olografico la possibilità che riesca a leggere anche CD/DVD/Blu-Ray.
“If this can really be done, then G.E.’s work promises to be a huge advantage in commercializing holographic storage technology,”
(“Se questo può essere fatto davvero, allora il lavoro di G.E. promette di essere un enorme vantaggio nella commercializzazione della tecnologia di archiviazione olografica”), ha dichiarato Bert Hesselink, professore all’Università di Stanford ed esperto nel campo.
Il mese prossimo, General Electric presenterà la sua ricerca in una conferenza stampa a Orlando.
Molti analisti rimangono ancora con il dubbio riguardo alla nuova tecnologia, in quanto il costo delle macchine sarebbe troppo elevato per il mercato.
Gli analisti di marketing di G.E. affermano che quando è nata la tecnologia Blu-Ray ogni GB costava un dollaro mentre la tecnologia olografica avrà un costo di meno di 10 centesimi a GB, con riduzioni nel futuro.
Quindi per ora è tutto sospeso, General Electric porterà avanti la sua ricerca nel campo olografico, ma per il momento bisognerà aspettare per vedere dischi olografici alla portata di tutti.
Basti pensare che il Blu-Ray non si è ancora imposto dopo quasi due anni dal suo debutto sul mercato. Mercato padrone dei dvd e dei dvd dual/double layer.
I dischi olografici riusciranno ad imporsi?
C’è da pensare che se viene introdotta la tecnologia olografica, essa possa essere utilizzata anche sugli hard disk, magari aumentando le prestazioni e le dimensioni.
Di seguito vi riporto un video di Brian Lawrence, leader della squadra di ricerca della G.E., che spiega i vantaggi della tecnologia olografica.
Fonte : New York Times










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